Comunità Energetiche ed autoconsumo
Le comunità energetiche rappresentano un modello innovativo per la produzione, distribuzione e consumo di energia a partire da fonti rinnovabili.
La tendenza offerta dalle nuove tecnologie in ambito di produzione ed utilizzo di energia rinnovabile è quella, per i cittadini, di acquisire rilevanza nel settore energetico, mutando da semplici “consumer” a “prosumers”.
Per consumer si intende un utente che si limita al ruolo di consumatore, quindi del tutto passivo rispetto al settore energetico. Prosumer, invece, è un termine coniato dall’unione di “consumer” e “producer”, in quanto rappresenta un utente che partecipa attivamente alla produzione di energia tramite un proprio impianto, e consuma una parte di tale energia, la cui quota rimanente può essere accumulata, reimmessa in rete o scambiata con consumatori vicini all’impianto di produzione. Per questi motivi, il passaggio dell’utente da consumer a prosumer gli permette di avere un ruolo attivo nel settore, godendo di due principali benefici:
- Autonomia dal punto di vista energetico;
- Risparmio economico;
Una delle forme più innovative di “prosumption” è rappresentata proprio dalle Comunità Energetiche, cioè un insieme di utenti che, sottoscrivendo un contratto, collaborano con l’obbiettivo comune di produrre energia attraverso impianti energetici locali, per poi consumarla (e rivenderla nella parte eccedente).
Le comunità energetiche si costituiscono in un’ottica di autoconsumo, ossia la possibilità di consumare l’energia elettrica prodotta da un impianto di produzione locale, soddisfando i propri fabbisogni energetici. Grazie alle comunità energetiche, il concetto di autoconsumo può essere applicato non solo ai singoli utenti, ma anche in forma collettiva all’interno di condomini o piccoli quartieri.
Attualmente in moltissimi paesi cominciano ad essere attivate iniziative di autoconsumo collettivo e di comunità energetiche, dimostrando il loro potenziale.
A livello normativo i concetti di autoconsumo e di comunità energetica sono stati introdotti in Europa con il pacchetto legislativo “CEP – Clear Energy Package nel 2019, che contiene otto direttive che regolano temi energetici.
Tali direttive, entro il 2021, dovranno essere seguite da stesura e pubblicazione di leggi nazionali da parte degli stati membri, che regolano i temi trattati.
La normativa italiana si è aggiornata in materia attraverso il Decreto Milleproroghe (D.L. 30 dicembre 2019, n.162, convertito nella legge n. 8/2020 in 29 febbraio 2020), di cui, in particolare, l’articolo 42-bis, denominato “Innovazione in materia di autoconsumo da fonti rinnovabili”, introduce la possibilità di creare comunità energetiche ed attivare progetti di autoconsumo collettivo di energia da fonti rinnovabili.
Riguardo le comunità energetiche, la normativa prevede diverse condizioni:
- i soggetti partecipanti devono produrre energia destinata ad autoconsumo (quindi consumata nelle immediate vicinanze dell’impianto) con impianti alimentati da fonti rinnovabili di potenza complessiva con limite superiore di 200 kW;
- per condividere l’energia gli utenti possono utilizzare la rete elettrica di distribuzione esistenti;
- i consumatori devono essere ubicati nella rete elettrica di bassa tensione, sotto la stessa cabina di trasformazione di media/bassa tensione. La partecipazione è aperta a tutti gli utenti sotto la stessa cabina elettrica;
- l’energia condivisa dev’essere uguale al minimo, in ciascun periodo orario, fra l’energia elettrica prodotta e immessa in rete dagli impianti della comunità e l’energia elettrica prelevata da tutti i membri associati;
- l’energia è considerata condivisa per l’autoconsumo sia istantaneo, sia attraverso sistemi di accumulo.
- gli impianti destinati all’autoconsumo devono essere nuovi, ossia installati dopo il 1° marzo 2020.
La legge ha anche stabilito alcune forme di incentivazione per promuovere la costituzione di comunità energetiche ed autoconsumo (anche con forme di accumulo):
- un incentivo che prevede il pagamento di una somma per ogni MWh immesso in rete, erogato dal GSE e riconosciuto per 20 e soprattutto cumulabile con altri incentivi;
- la restituzione di alcune voci in bolletta, quantificate da ARERA;
I vantaggi legati alle comunità energetiche e all’autoconsumo sono molti:
- Risparmio economico in bolletta, poiché si riducono i costi delle componenti variabili della bolletta (quota energia ed oneri di rete, e le relative imposte);
- Riduzione dell’impatto ambientale, visto che l’energia in questione viene prodotta a partire da fonti rinnovabili, riducendo le emissioni di gas inquinanti in atmosfera;
- Accesso ad agevolazioni fiscali: la realizzazione della maggior parte degli impianti di produzione da fonti rinnovabili rientrano in progetti di detrazione concessi dallo stato, si cui si può usufruire nell’ottica di costituire una comunità energetica;
Se sei interessato a costituire una comunità energetica all’interno del tuo condominio, o ad avviare una forma di autoconsumo di energia tramite l’installazione di un impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili, non esitare a contattarci, Sonica Energia si occuperà di tutto.
Si tratta di un’ottima opportunità di risparmio sia energetico, sia economico, soprattutto perché è una soluzione abbinabile a numerosi meccanismi di incentivazione per la riqualificazione energetica, quali ad esempio il SuperBonus per l’installazione degli impianti fotovoltaici con accumulo.
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